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Poesia A Zacinto di Ugo Foscolo. Spiegazione e traduzione

Spiegazione di "A Zacinto"

Il sonetto scritto da Ugo Foscolo nel 1803 rappresenta una delle sue più importanti opere poetiche. Zacinto (chiamata anche Zante) è l'isola situata nel Mar Ionio e oggi appartenente alla Grecia. All'epoca, invece, era dominio della Repubblica di Venezia.

La forma adottata per la realizzazione del sonetto è l'allocuzione: quando cioè l'autore si rivolge direttamente all'interlocutore. In questo caso il Foscolo parla a Zacinto ("le tue limpide nubi"). Particolare l'utilizzo dei verbi che passano con disinvoltura dal futuro ("più mai toccherò") al passato remoto ("da cui vergine nacque Venere") rivolgendosi a tempi lontani, quelli dei miti classici.

In morte del fratello Giovanni - Ugo Foscolo

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
Di gente in gente, mi vedrai seduto
Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
Il fior de' tuoi gentili anni caduto.

La Madre or sol, suo dì tardo traendo

Parla di me col tuo cenere muto:
Ma io deluse a voi le palme tendo;
E se da lunge i miei tetti saluto.

Alla Donna Gentile - Ugo Foscolo

Vigile è il cor sul mio sdegnoso aspetto,
E qual tu il pingi, Artefice elegante,
Dal dì ch'io vidi nel mio patrio tetto
Libertà con incerte orme vagante.

Armi vaneggio, e il docile intelletto
Contesi alle febee Vergini sante;

Armi, armi grido; e Libertade affretto
Più ognor deluso e pertinace amante.